Il confronto nell’ultimo Rapporto Istat.
Anche quest’anno il Rapporto annuale Istat, al suo centenario, mostra dati interessanti per comprendere l’evoluzione del sistema economico e sociale del nostro Paese.
Vorrei aprire una riflessione sul tema della crescita economica, che nell’ultimo anno in Italia risulta pari appena allo 0,5%, in rallentamento rispetto al biennio precedente e con una performance inferiore alla Francia e, in particolare alla Spagna (pur se superiore alla Germania).
Come è riuscita la Spagna a distinguersi in maniera così importante da staccare di diversi punti percentuali gli altri Paesi, e noi?
Nel Rapporto annuale Istat troviamo l’approfondimento al quale attingo per lanciare qualche riflessione.
Partiamo dai dati. Tra il 2022 e il 2025 la crescita del PIL spagnolo è stata del 9%; quella del PIL italiano del 2,3%. L’economia spagnola ha avuto maggiore capacità di generare aumento della domanda e della produzione interne, complice l’orientamento su settori a tecnologia più avanzata, soprattutto nei servizi.
Ciò che ha caratterizzato la crescita del 2025 è stato per la Spagna un binomio perfetto: consumi interni e aumento della spesa pubblica. Come si legge nel Rapporto Istat: “Dal lato dei consumi, le determinanti della migliore performance spagnola sono molteplici e includono non solo una crescita più intensa dei consumi delle famiglie, ma anche un maggiore impulso della spesa pubblica.”
È un aspetto sul quale scrivo dall’inizio della mia rubrica, e i numeri sono più che eloquenti: aumento cumulato della spesa pubblica spagnola del 10,2%, contro il 3,1% dell’Italia. E la ragione, lo sappiamo, si ritrova nei vincoli stringenti di bilancio a cui siamo sottoposti.
Tuttavia, non è l’unico aspetto. La crisi demografica e la mancata crescita dei salari reali che ci caratterizzano da anni, sono altri due fattori che creano sbilanciamento; la prima per la minore presenza di persone in attività lavorativa, non compensata dalla componente straniera. La seconda, è strettamente legata alla capacità di spendere, che alimenta, appunto, i consumi interni, motore trainante dell’economia. Pensate che in Spagna, dal 2022 al 2025, i redditi reali sono aumentati del 14,8%, mentre in Italia, nello stesso periodo, appena del +3,3%.
Sul fronte degli investimenti, mentre in Italia l’aumento è dovuto soprattutto all’apporto delle costruzioni, in Spagna prevalgono le attività legate alla proprietà intellettuale, capaci di rafforzare la crescita potenziale.
L’aspetto interessante è che in tema di domanda estera, il profilo delle esportazioni di merci è simile tra i due Paesi. Non è, dunque, questo aspetto che è stato determinante per generare la forza della crescita economica spagnola, che, tuttavia, ha maggiori vendite all’estero di servizi (e sembra aver ben intercettato la richiesta internazionale nel settore turistico e nei servizi a più alto valore aggiunto).
Cosa possiamo concludere?
Non esistono ricette magiche. L’economia è semplice. Consumi e investimenti sono determinanti per generare crescita economica e, quando rallentano, l’aumento della spesa pubblica fornisce energia vitale.
Il punto che emerge dal confronto è proprio la differenza sull’aumento della spesa pubblica che ha favorito l’espansione dell’occupazione in Spagna, altro elemento da non sottovalutare.
Maria Luisa Visione