“Lo rifarei senz’altro”. Pietro Del Zanna non arretra di un millimetro dopo il caso mediatico esploso attorno al messaggio inviato a una turista israeliana che aveva prenotato un soggiorno nel suo agriturismo di Poggibonsi. Una vicenda diventata nel giro di poche ore un caso nazionale e internazionale, tra accuse di antisemitismo, campagne di boicottaggio online e prese di posizione politiche.
Il titolare della struttura, però, rivendica la propria scelta e spiega di aver agito per “coerenza personale” davanti a quanto sta accadendo tra Israele e Palestina.
“Era un disagio che covavo da tempo – racconta a Siena News – conoscendo quello che sta succedendo in Israele e avendo sempre seguito le questioni della pace tra israeliani e palestinesi. Non disconosco affatto le ragioni di Israele e degli israeliani, le conosco molto bene. Però mi sono posto il problema di come comportarmi davanti a quella prenotazione”.
Del Zanna spiega di non aver risposto d’impulso alla cliente israeliana. “Ci ho riflettuto molto. Poi la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il video pubblicato dal ministro israeliano su come venivano trattati i pacifisti della flottiglia. A quel punto ho sentito il bisogno di prendere posizione”. Respinge però con forza l’idea di aver cacciato o discriminato la turista. “Non ho vietato a nessuno di venire. Ho semplicemente messo in chiaro la mia posizione. Se la cliente voleva soggiornare qui era libera di farlo. Le ho solo detto che, se le mie parole le avessero creato disagio, avrebbe potuto cancellare senza pagare alcuna penale”.
La prenotazione, racconta, è stata annullata il giorno successivo senza ulteriori risposte. Poco dopo il messaggio sarebbe stato pubblicato su un gruppo Facebook di israeliani che fanno turismo in Toscana, facendo esplodere il caso online. “Da lì hanno iniziato ad arrivarmi segnalazioni, offese ma anche tantissima solidarietà. E una cosa che mi ha colpito molto sono stati i messaggi ricevuti da ebrei israeliani, alcuni ancora in Israele, che però mi chiedevano di non rendere pubblico il loro nome per motivi di sicurezza. Altri invece hanno lasciato Israele anni fa, quando hanno visto la direzione che stava prendendo il Paese”.
L’albergatore di Poggibonsi ribadisce più volte di non considerarsi antisemita. “All’inizio mi sono arrivate email d’accusa molto aggressive. Ho risposto argomentando e successivamente alcuni toni si sono abbassati, aprendo almeno la possibilità di un confronto civile”. Nel suo ragionamento insiste sul fatto che la sua posizione non sia “contro Israele”, ma contro gli estremismi e contro il governo Netanyahu. “La mia posizione è a favore sia della causa palestinese sia di quella israeliana, perché ragioni e torti esistono da entrambe le parti”.
Ricorda poi come in passato esistesse un movimento pacifista diffuso sia tra israeliani sia tra palestinesi. “Ho citato il libro “La storia dell’altro”, scritto insieme da insegnanti e ragazzi israeliani e palestinesi. Dove non riuscivano a trovare un punto di incontro lasciavano una pagina bianca da costruire insieme in futuro. Tutto questo è stato spazzato via dagli integralismi”.
E aggiunge: “Così come condanno Hamas, denuncio da oltre vent’anni anche il regime iraniano. Però quello che sta succedendo oggi tra Israele e Palestina, secondo me, non è paragonabile ad altri conflitti”. Sulle possibili conseguenze economiche per la struttura, Del Zanna sostiene di non aver registrato particolari ripercussioni. “Mi è arrivata una recensione da una stella su Google, poi sparita. Su Facebook molti israeliani scrivono che non verranno mai più qui. Però sto ricevendo anche moltissimi messaggi di persone che mi dicono: “Non avevo previsto di venire in Toscana, ma verrò a trovarla”.
“La mia era una risposta privata – conclude – e non pensavo minimamente che diventasse un caso di questa portata”.
Marco Crimi