Enter your email address below and subscribe to our newsletter

Mps: l’outsider Lovaglio vince la corsa battendo i favoriti, l’assemblea vota la sua lista. Decisivo Banco Bpm

Condividi su

Luigi Lovaglio torna alla guida di Monte dei Paschi.

L’ex amministratore delegato si impone grazie anche ai voti di Banco Bpm. Il mercato, nella sua maggioranza, ha sostenuto la lista del cda seguendo le indicazioni dei proxy advisor. A spostare gli equilibri sono stati soprattutto Delfin e Banco Bpm, che insieme rappresentano circa il 21,3% del capitale.

Otto consiglieri hanno sostenuto Lovaglio, mentre sette seggi sono andati alle minoranze. L’assemblea si è aperta poco prima delle 10.30: in mattinata sono stati approvati il bilancio e respinte due azioni di responsabilità, mentre nel pomeriggio si è svolta la votazione per il rinnovo del consiglio di amministrazione.

Tre le liste presentate: due di maggioranza – quella del board uscente e quella di Plt Holding – e una di minoranza depositata da Assogestioni. La partecipazione al voto ha superato il 64% del capitale rappresentato in sala. La Fondazione Mps, che detiene lo 0,2%, ha scelto di astenersi sulla governance.

In apertura dei lavori, il presidente Nicola Maione ha ricordato la composizione dell’azionariato rilevante: Delfin con il 17,53%, il gruppo Caltagirone con il 10,26%, BlackRock con il 4,98%, il Ministero dell’Economia con il 4,86% e Banco Bpm con il 3,74%. La quota complessiva riconducibile a Caltagirone è pari al 13,5% del capitale.

Undici i punti all’ordine del giorno. L’assemblea ha inoltre stabilito in 15 il numero dei componenti del nuovo consiglio di amministrazione, scelta approvata dal 98,25% dei voti.

La composizione del cda entrante sarà questa: Cesare Bisoni, Nicola Maione, Luigi Lovaglio, Fabrizio Palermo, Claudia Mazzarella, Corrado Passera, Livia Amidani Aliberti, Massimo Di Carlo, Carlo Vivaldi, Patrizio Albano, Paolo Boccardelli, Carlo Corradini, Paola Leoni Borali, Antonella Centra, Paola De Martini.

“Per quanto riguarda la presidenza, avendo la mia lista perso, ritiro la mia candidatura. E ritengo che sia il nuovo cda entrante a nominare il nuovo presidente all’interno del consiglio”, ha detto Nicola Maione.