Metti che, finalmente, ti convinci ad andare sul sito Inps per simulare la tua pensione, visto che si avvicina, e il sistema ti restituisce la risposta che non può effettuare il calcolo perché hai contributi versati prima del 1993… Di certo, la semplice risposta che non si possono conteggiare quei contributi online già ti mette in allarme. Ma, soprattutto, si accende una lampadina e una serie di pensieri sorgono spontanei: “E se poi c’è qualche problema proprio quando devo andare in pensione…” Non è che se non mi conteggiano quegli anni di contributi mi tocca rimanere ancora a lavorare…” Devo prendere subito un appuntamento per capire come fare…Ma sarà un problema generale, mica riguarda solo me…
Insomma, hai avuto tanto tempo a disposizione per effettuare un’analisi previdenziale e proprio ora che ti serve sapere il tuo destino, il sistema on line non è in grado di fare il calcolo su anni che hai lavorato e che ti spetta di diritto conteggiare.
La situazione descritta è una situazione reale, non un esercizio di fantasia, e nella sua semplicità, consegna un vero insegnamento.
Per coloro che hanno versato i contributi assistenziali e previdenziali prima del 1993, il sito MY Inps non sempre riesce ad effettuare il calcolo per simulare data e assegno pensionistico secondo i requisiti di legge, perché la storia lavorativa da riepilogare nell’estratto conto riguarda, in parte il sistema retributivo, e in parte quello contributivo. Oppure, si potrebbe anche verificare che il programma on line non riesce ad elaborare in automatico il calcolo completo dato che la storia lavorativa include gestioni o fondi speciali. Di conseguenza, se il programma non ha accesso ai dati esatti, il calcolo risulterebbe incompleto e non corretto.
Quando il sistema di calcolo deve applicare regole diverse di conteggio, a causa delle riforme pensionistiche, in questa ipotesi mi riferisco alla Riforma Amato del 1992 e alla Riforma Dini del 1995, i dati potrebbero risultare complessi da elaborare, provocando un disallineamento sull’estratto conto contributivo. C’è anche il tema dei versamenti su gestioni speciali, casse ex-ENPALS, fondi particolari, giornate agricole, contributi figurativi che potrebbero non essere digitalizzati totalmente, presentare buchi, segnalazioni. Sono tutte casistiche che non mettono in condizione il sistema di lavorare con esattezza.
Se accade non allarmiamoci. Possiamo provare ad utilizzare, in alternativa al simulatore “La mia pensione futura”, il simulatore “Pensami”, quantomeno per calcolare i possibili scenari di uscita. Per risolvere il problema del calcolo effettivo ed avere l’estratto conto corretto e completo, però, occorre chiedere una verifica direttamente all’Inps, fissando una consulenza tramite il Contact Center o un ente di patronato.
La situazione descritta porta un insegnamento fondamentale: avere cognizione della propria pensione futura non è importante soltanto quando si sta per andare in pensione, ma lo è molto tempo prima perché la consapevolezza consente di pianificare un programma di azione. Non solo, permette di correggere eventuali errori e anomalie, contributi non assegnati, evitando di trovarsi con un assegno pensionistico più basso e meno rivalutato.
Contributi non conteggiati o conteggiati in modo errato, periodi di lavoro non riconosciuti, errori nel calcolo della media retributiva, piuttosto che il mancato riconoscimento di arretrati o di adeguamenti automatici all’inflazione, sono errori che si possono verificare vista la mole di pensioni che gestisce ogni anno l’Inps.
Intervenire prima e controllare per far correggere e richiedere legittimamente quanto spetta è l’insegnamento che ci consegna la situazione che ho descritto, dietro la quale c’è una persona e una storia di vita lavorativa e personale.
L’estate sta finendo e come tutti i buoni propositi, mettiamo in calendario di occuparci della nostra pensione futura.
Ne vale la pena.
Maria Luisa Visione