Fulmine è tornato a casa, un’abitazione del podere Camerino a Collalto – Colle val d’Elsa – sanguinando vistosamente e con grande sofferenza: è riuscito ad arrivare tra le braccia dei proprietari forse per lasciarsi morire ma, per fortuna, il gatto è stato salvato: la corsa dal veterinario, il timore di una lotta nel bosco vicino con un animale selvatico e infine l’amara scoperta. Il gatto è stato colpito da quattro pallottole a distanza ravvicinata, tanto da sapere benissimo che si trattava di un micio e non di una preda da cacciare.
Partiamo dal presupposto che in questo periodo è vietata la caccia e ricordiamo anche che non si può sparare vicino alle case. Tant’è: i proprietari di Fulmine, una volta che il micino è stato operato e messo in salvo anche se purtroppo è rimasto cieco da un occhio, si sono recati a sporgere denuncia dai carabinieri forestali: si sono presentati in caserma con i pallini estratti dal corpo del gatto e hanno inoltre segnalato che spesso, anche nei periodi come questo di caccia vietata (la zona peraltro è anche riserva) hanno trovato auto parcheggiate lungo la strada privata che porta al bosco. Il giorno in cui è accaduto di Fulmine, alcuni residenti del podere hanno trovato un uomo che ha detto di trovarsi lì per vedere il panorama ma quando gli è stato detto del gatto, se n’è andato velocemente. Dettagli utili sono stati forniti ufficialmente ai carabinieri forestali, nella denuncia.
I residenti della zona chiedono alle forse dell’ordine e al Comune un maggiore controllo verso i cacciatori e anche quello che di fatto è bracconaggio, onde evitare situazioni ancora più gravi per animali e persone.
Katiuscia Vaselli
