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Carabinieri, bilancio di un anno di attività: 138 arresti e oltre 2mila denunce. Il comandante: “Siamo, da sempre, in mezzo alla gente”

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Oltre centomila persone controllate, più di duemila denunce e un’attenzione particolare alle fragilità del territorio: dalle truffe agli anziani allo spaccio nei boschi.

Nel giorno del 212esimo anniversario della fondazione dell’Arma, il comandante provinciale dei Carabinieri di Siena, Giulio Modesti, ha tracciato il bilancio dell’attività svolta nell’ultimo anno, mettendo al centro prevenzione, presenza capillare e contrasto ai fenomeni criminali più sensibili per la provincia.

“Abbiamo riservato una particolare attenzione all’attività preventiva e all’attività di polizia giudiziaria”, ha spiegato Modesti ai giornalisti. Sul piano della prevenzione, l’Arma ha svolto un controllo “serrato e aderente” del territorio, arrivando anche nei centri abitati più piccoli. I numeri raccontano la dimensione dell’impegno: oltre 112mila persone controllate, circa 77mila veicoli verificati e più di 52mila carabinieri impiegati nei servizi.

Sul fronte repressivo, il bilancio parla di 138 persone arrestate e più di 2mila denunciate a piede libero. Ma il comandante provinciale ha voluto soffermarsi soprattutto su alcuni fenomeni specifici che hanno interessato il Senese.

Uno dei fronti principali è quello dello spaccio nei boschi. “In questo settore abbiamo effettuato 32 servizi per scovare i bivacchi nascosti nei boschi”, ha detto Modesti. Operazioni che hanno portato ad arresti, denunce e allo smantellamento delle postazioni create nelle aree verdi.

Altro capitolo particolarmente delicato è quello delle truffe agli anziani. Nell’intervento ufficiale Modesti ha ricordato i 22 arresti e le 37 denunce, sottolineando anche il recupero della refurtiva restituita alle vittime nei casi scoperti. “Abbiamo dedicato una particolare attenzione alle truffe contro gli anziani”, ha aggiunto ai giornalisti, ricordando la restituzione di “ori e denari sottratti alle vittime”.

Nel bilancio rientrano anche il contrasto al lavoro nero e la tutela ambientale. Il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro ha effettuato 156 accessi ispettivi, soprattutto nei settori edilizio e agricolo, facendo emergere 30 posizioni di lavoratori in nero. I Carabinieri Forestali, invece, hanno eseguito oltre 7.200 controlli, elevando più di 500 sanzioni amministrative per un valore superiore a 500mila euro.

Nel corso della cerimonia sono state ricordate anche due indagini particolarmente rilevanti. La prima è quella sull’omicidio di Franca Genovini, avvenuto a Castellina in Chianti nell’agosto di due anni fa, che ha portato all’individuazione e all’arresto di due persone ritenute responsabili. La seconda riguarda l’operazione coordinata dalla Procura Distrettuale di Firenze e condotta dalla Compagnia di Poggibonsi, che ha permesso di sventare l’infiltrazione nel settore edilizio toscano di un’organizzazione accusata di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Proprio per le indagini sull’omicidio Genovini, il Comandante della Legione Toscana Pierluigi Solazzo ha conferito l’encomio semplice al tenente colonnello Aniello Gennaro Nasti, al tenente colonnello Matteo Demartis, al luogotenente Sauro Cherici, al luogotenente Luca Baruffa, al maresciallo maggiore Roberto Montini e all’appuntato scelto Stefano Iurilli.

A Modesti abbiamo chiesto anche un commento sul tema della sicurezza nei piccoli centri, dopo l’aggressione avvenuta a Monticiano e le preoccupazioni espresse dal sindaco Alessio Serragli. Il comandante ha escluso criticità strutturali di personale. “Le stazioni sono quasi a pieno organico e riusciamo a garantire una buona proiezione sul territorio e un’azione preventiva conseguenziale”.

La chiusura è stata dedicata al rapporto con i cittadini, elemento identitario dell’Arma. “I Carabinieri, fin dalla loro nascita, da 212 anni, sono nati per stare in mezzo alla gente”, ha detto Modesti. “Non accogliere le persone solo in caserma quando hanno bisogno di noi, ma vivere in mezzo a loro, vivere le realtà nelle quali siamo collocati ed esserne parte integrante, al fine di prevenire i reati e allontanare i malintenzionati”.

Katiuscia Vaselli

Marco Crimi