Incontro tra sindaco e priori, l’appello forte di Nicoletta Fabio: “Facciamo squadra”
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Diciassette popoli, una sola direzione da ritrovare insieme. Nicoletta Fabio chiama i priori a fare squadra e sgombra subito il campo da un possibile equivoco: dietro l’incontro del 14 settembre non ci sono pressioni arrivate dall’alto. La riunione è stata voluta dal sindaco per mettere intorno allo stesso tavolo comune econtrade dopo un’estate segnata da polemiche e da questioni ancora aperte, a partire dalla sicurezza in Piazza. Sullo sfondo c’è anche quanto accaduto dopo il Palio d’agosto, con l’incidente che coinvolse Giovanni Atzeni detto Tittia nella concitazione successiva al traguardo.
“L’incontro con i priori è andato bene – spiega Fabio –. Credo sia giusto confrontarsi periodicamente con i rappresentanti dei 17 popoli. Ho sottoposto loro una serie di criticità e di tematiche che ritengo sia opportuno affrontare e, in qualche modo, ho dato loro dei compiti a casa”.
Il primo messaggio è quello della compattezza. Prima di tornare a confrontarsi con palazzo pubblico, il sindaco chiede ai priori di discutere tra loro e arrivare a una posizione il più possibile condivisa. “L’importante è che ci siamo detti che remiamo tutti nella stessa direzione. È bene che mi arrivi una loro voce complessiva, dopo un confronto interno, e poi insieme potremo trovare, se necessario, dei piccoli correttivi”.
Una richiesta di collaborazione che Fabio accompagna a un’altra parola: reciprocità. “Tante volte si attribuiscono all’amministrazione comunale delle mancanze o vengono avanzate critiche, non tanto dai priori o dai capitani, quanto più genericamente dai contradaioli o dai cittadini, senza magari conoscere quali siano effettivamente le competenze di ciascuno”. Da qui la necessità, secondo il sindaco, di chiarire ruoli e responsabilità.
Poi c’è la sicurezza. Un tema diventato ancora più delicato dopo quanto accaduto al termine della Carriera di agosto. Fabio non indica una soluzione già confezionata né annuncia rivoluzioni, ma riconosce la necessità di ragionare su ciò che è successo.
“Se entrano centinaia di persone in pista possono capitare degli incidenti. Non è la prima volta, probabilmente non sarà l’ultima, ma sicuramente quest’anno c’è stato un episodio particolarmente importante. Finché tutto va bene si fa come si è sempre fatto; quando invece qualcosa non va, bisogna ragionare e trovare dei possibili correttivi”.
La strada, per Fabio, deve però essere costruita insieme. “Il tema della sicurezza in Piazza c’è, c’è sempre stato e sempre ci sarà. Si tratta di gestirlo, ciascuno con le proprie competenze, evitando anche che dall’esterno possano arrivare ingerenze o pretese. Sono comunque convinta che si possa trovare una strada insieme, con lealtà e alla pari”.
Ed è proprio su questo punto che il Sindaco chiarisce la genesi dell’incontro: nessuno le avrebbe chiesto di convocare i priori e nessuna pressione esterna avrebbe determinato la riunione. “Se mi state chiedendo se ho ricevuto dall’alto delle pressioni per cui ho convocato questa riunione, la risposta è no. È stata una mia iniziativa, proprio per prevenire eventualmente determinate situazioni”.
Il confronto, del resto, non si è limitato alla sicurezza. Fabio ha portato al tavolo anche le polemiche che hanno accompagnato gli ultimi mesi: dal drappellone al palco dei bambini fino alle discussioni sui rinvii della Carriera. “Ci sono molte cose che quest’anno mi hanno amareggiato”, ammette il sindaco, che invita a riportare il dibattito nelle sedi deputate anziché alimentarlo sui social.
“Invece di parlarne sui giornali o seguire i social, dove ciascuno dice la sua senza magari aver mai letto o ben compreso il Regolamento per il Palio, credo sia giusto parlarne tra l’amministrazione comunale e le Contrade”. E aggiunge: “È meglio confrontarsi tra noi piuttosto che affidarsi al ‘bla bla bla’ dei social”.
Sul tavolo è finita anche la quantità delle iniziative organizzate dalle contrade. Fabio, già Priore dell’Istrice, ne difende con forza il ruolo: “Figuriamoci se voglio impedire le tante attività delle contrade: le difenderò fino alla morte. So benissimo che è meglio stare in contrada che altrove e conosco la loro funzione sociale e di welfare”.
Ma la difesa non esclude una riflessione. “A mio avviso, a volte si eccede”. Secondo il sindaco, il valore che le contrade portano alla città rischia talvolta di essere “messo un po’ a repentaglio proprio dagli eccessi, da una frequenza eccessiva delle iniziative e da numeri esorbitanti”. Anche in questo caso la parola d’ordine è equilibrio.
Nessuna data, per il momento, è stata fissata per un nuovo incontro. I priori dovranno confrontarsi sui temi messi sul tavolo e tornare dal sindaco una volta maturata una posizione comune. E sulle persone in pista Fabio conferma che l’ordinanza prevista ogni anno resta un punto fermo: “Verrà applicata sicuramente. Perché no? Certo che sì”.