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L’Enoteca Italiana rinasce in Fortezza: stamani l’inaugurazione, il bastione San Francesco aprirà nel 2027

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Dove per anni c’erano infiltrazioni, silenzio e locali abbandonati, oggi tornano bottiglie, calici e persone. E soprattutto una promessa: il bastione San Francesco aprirà nel 2027.

È il giorno della rinascita per Enoteca Italiana Siena, che ha riaperto ufficialmente i propri spazi nella Fortezza con un evento inaugurale carico di simboli, emozione e riferimenti a un progetto che punta a restituire alla città uno dei suoi luoghi storici più identitari.

“Tre anni fa questa giornata era completamente impensabile”, ha raccontato Elena D’Aquanno, anima del progetto di rilancio. “Se pensiamo che fino a pochi anni fa il marchio Enoteca Italiana Siena fosse all’asta in tribunale, credo che oggi possiamo essere fieri non solo di aver recuperato il marchio, ma anche questi bellissimi locali”.

 

La riapertura riguarda gli spazi dell’Enoteca nel Bastione San Filippo, dove trovano posto vini toscani e nazionali, prodotti agroalimentari, merchandising e un nuovo concept che punta a unire degustazione, cultura, eventi e accoglienza.

L’altra notizia è quella legata al bastione San Francesco, altro grande spazio della Fortezza destinato ad ampliare il progetto. “Aprirà nel 2027, questa è una promessa”, ha detto D’Aquanno, presidente di Fondazione Enoteca Italiana. “Abbiamo avuto rallentamenti dovuti a infiltrazioni e alle procedure legate ai finanziamenti regionali e ministeriali, ma non ci siamo mai fermati e mai demotivati”.

Un percorso lungo e complesso, come ha ammesso la stessa imprenditrice, che ha ricordato le condizioni iniziali degli ambienti: “La prima volta che siamo entrati qui era praticamente una palude. Alcuni tecnici arrivati da fuori regione mi dissero: ‘Andiamocene, abbiamo fatto una bella gita a Siena’. Io invece non ho mai mollato”.

Alla cerimonia erano presenti il cardinale Augusto Paolo Lojudice, la sindaca Nicoletta Fabio, rappresentanti delle istituzioni, produttori e consorzi del vino.

“È importante che Siena recuperi e faccia rivivere tante bellezze che per varie ragioni non sono state sufficientemente valorizzate”, ha sottolineato il primo cittadino. “Questo per noi non è soltanto un nuovo spazio: è un ritorno, quasi un ritorno di fiamma”.

Per il cardinale Lojudice, invece, l’Enoteca può diventare “un luogo di riferimento e di accoglienza”, capace di valorizzare “le bontà del territorio” e creare occasioni di incontro.

D’Aquanno ha poi insistito anche sull’impatto occupazionale del progetto: “All’inizio eravamo veramente pochissimi. Oggi, nel nostro piccolo, abbiamo già mosso un po’ di indotto”. Attualmente Enoteca Italiana Siena conta tra i sei e i sette dipendenti nel personale.

L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare l’Enoteca in un hub permanente aperto alla città, ai turisti e agli appassionati, con apertura quotidiana e un nuovo marchio dedicato agli eventi: “Enoteca Culturale”.

“In questi giorni tante persone mi fermano per strada dicendomi: finalmente ci avete restituito l’Enoteca”, ha concluso D’Aquanno. “E questa Enoteca è vostra. È di Siena, della Toscana, dell’Italia”.

Marco Crimi