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Siena brinda alla scienza: torna Pint of Science tra pub e ricerca

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Dal cervello umano all’intelligenza artificiale, passando per la robotica medica, la chimica applicata all’arte urbana e perfino i meccanismi dell’innamoramento. Siena si prepara ad accogliere una nuova edizione di Pint of Science Italia 2026, il festival internazionale che porta ricercatrici e ricercatori fuori dai laboratori e direttamente nei pub per raccontare la scienza in modo semplice, informale e accessibile.

“Dal 18 al 20 maggio 2026, Pint of Science porta la scienza nei pub di tutta Italia. Undici anni dopo il debutto nel nostro Paese, il festival (nato nel 2013 nel Regno Unito e oggi presente in 27 nazioni su cinque continenti) raduna oggi 90 locali in 28 città italiane per tre serate consecutive di talk, domande e conversazioni tra ricercatori e pubblico  con ingresso gratuito – spiegano gli organizzatori -. Il format è semplice: ogni sera, uno o due ricercatori presentano il proprio lavoro in 40 minuti e poi rispondono alle domande della platea, in un’atmosfera volutamente informale. Niente convegni, niente plexiglass. Solo scienza e, appunto, una pinta. I talk sono organizzati in sei aree tematiche: Atoms to Galaxies (chimica, fisica e astronomia), Beautiful Mind (neuroscienze e psicologia), Our Body (biologia umana), Planet Earth (scienze della terra e zoologia), Social Sciences (legge, storia e scienze politiche) e Tech Me Out (tecnologia)”.

Per tre serate consecutive, a partire dalle 18:30, ricercatori e cittadini si ritroveranno davanti a una pinta per discutere dei temi più caldi della ricerca contemporanea in un’atmosfera informale e senza barriere. A Siena, l’evento coinvolgerà tre tra i locali simbolo della socialità cittadina: il Sindie di Via di Pantaneto, il San Paolo Pub di Vicolo San Paolo e Il Bandierino in Piazza del Campo, offrendo un mosaico di interventi che spaziano dalla robotica alla neurobiologia, dalla conservazione dei beni culturali alla diagnostica d’avanguardia.

Al Sindie, il programma si apre lunedì 18 maggio con Gabriele Carullo, professore di Chimica Farmaceutica all’Università di Siena, che guiderà il pubblico alla scoperta delle nuove molecole studiate per proteggere le cellule della retina e contrastare la perdita della vista. Il viaggio nel mondo della chimica prosegue martedì 19 con Mariagrazia Lettieri, specializzata nello sviluppo di biosensori: il suo intervento mostrerà come piccolissimi dispositivi e persino uno smartphone possano rivoluzionare la diagnostica portandola direttamente nelle nostre mani. Mercoledì 20, l’attenzione si sposta sulla street art con Michele Baglioni, esperto di chimica della conservazione, che racconterà come la nanotecnologia sia stata decisiva per salvare un’iconica opera di Banksy da atti di vandalismo, dimostrando come la scienza possa preservare l’arte urbana contemporanea.

Contemporaneamente, il San Paolo Pub dedicherà le sue serate all’interazione tra uomo e tecnologia. Si comincia lunedì con Marco Blanchini, che spiegherà la sfida di insegnare all’intelligenza artificiale a riconoscere le emozioni umane all’interno delle immagini. Martedì 19 Tommaso Lisini Baldi esplorerà il delicato equilibrio della fiducia tra esseri umani e robot, svelando come il nostro cervello reagisca alla vicinanza delle macchine. Il ciclo di incontri al San Paolo si chiuderà mercoledì 20 con Alberto Villani, che illustrerà il futuro della robotica in campo medico: non più solo bracci meccanici industriali, ma interfacce hi-tech capaci di supportare la chirurgia e persino controllare la proliferazione tumorale attraverso materiali innovativi e “materie vive”.

Il Bandierino, nella splendida cornice di Piazza del Campo, ospiterà invece riflessioni profonde sulla salute e sulla biologia umana. La prima serata vedrà protagonista Marco Becattini, dirigente della USL Sud Est Toscana, con un intervento dedicato al ruolo del corpo nelle tossicodipendenze, visto non solo come sede di sintomi fisici ma come luogo di esperienza soggettiva. Martedì 19 sarà la volta di Eliana Nugnes, biotecnologa e portavoce dell’associazione Euexia, che condurrà il pubblico tra le “tempeste d’amore”, spiegando i meccanismi neurobiologici di dopamina e ossitocina che rendono l’innamoramento così travolgente. Infine, mercoledì 20, Emidio Bonistalli presenterà l’affascinante mistero del precondizionamento ischemico remoto, una tecnica che sfrutta un semplice bracciale da pressione per attivare le difese naturali del corpo contro i danni a cuore e organi vitali.

Arianna Massaro, presidente dell’associazione culturale Pint of Science Italia ha dichiarato: “Immaginate di sorseggiare la vostra bionda preferita al pub e, tra una chiacchiera e l’altra, scoprire i segreti del Dna o i misteri del cosmo. È questa l’anima di Pint of Science, il festival nato nel 2012 all’Imperial College di Londra quando due ricercatori decisero di ‘liberare’ la scienza dai laboratori per portarla tra la gente. Approdata in Italia nel 2015, l’iniziativa è cresciuta costantemente e quest’anno siamo pronti a brindare di nuovo insieme dal 18 al 20 maggio. Oggi, come Presidente di Pint of Science Italia, vivo questa missione con grande entusiasmo. Da ricercatrice in Chimica Fisica all’Università Federico II di Napoli, dove ogni giorno mi occupo del modelling di nuovi materiali per la conversione e l’accumulo di energia, vedere la magia di questa manifestazione che trasforma i banconi dei bar in palcoscenici per la conoscenza è davvero emozionante. Grazie ad un numerosissimo team di volontari accomunati dalla passione per la scienza e la divulgazione, lavoriamo assiduamente ad un unico obiettivo: raccontare la ricerca con un linguaggio semplice e inclusivo, abbattendo ogni distanza tra esperti e curiosi. È un’occasione imperdibile per scoprire che la scienza, dopotutto, è un’avventura che ci appartiene profondamente”.

A parlare dell’evento con noi, tempo fa, era stato Niccolò Pancino, coordinatore locale di Pint of Science per la provincia di Siena: “La soddisfazione per i risultati che stiamo raccogliendo quest’anno è tantissima, siamo fiduciosi che la risposta della città ci ripaghi di tutti gli sforzi che abbiamo fatto. Questa manifestazione è arrivata a Siena già nel 2016 e io sono entrato a far parte del team solo qualche anno fa. All’inizio sono entrato come semplice appassionato di birra, ma presto la cosa mi ha coinvolto sempre più. Dietro queste serate c’è un grandissimo lavoro di squadra e non posso far altro che ringraziare tutti i ragazzi con cui abbiamo lavorato mesi per far funzionare queste serate al meglio. Un grazie va anche alla Fondazione Saihub di Siena che quest’anno ha deciso di sponsorizzarci e all’Università degli studi di Siena che ha concesso il suo patrocinio”.