La città va difesa, ma la battaglia sul futuro del Monte dei Paschi non può fermarsi alla sola rivendicazione della senesità.
Nicoletta Fabio alza il tiro nel consiglio comunale odierno e chiama direttamente in causa Governo e Ministero dell’Economia: “Ho chiesto che venga valutata ogni possibile forma di intervento, compreso l’esercizio dei poteri speciali. Attendo una risposta”. È il passaggio più netto dell’intervento con cui il sindaco ha ricostruito i contatti con Intesa Sanpaolo, le iniziative già intraprese dal Comune e i prossimi passi istituzionali.
Fabio ha spiegato di aver trasmesso al ministro Giorgetti la mozione approvata dal Consiglio comunale il 24 giugno, insieme alle osservazioni del Comune e alla richiesta di verificare la sussistenza dei presupposti per l’esercizio del Golden Power. “I tempi per una risposta ancora non ci sono stati – ha chiarito – perché ho dovuto attendere la pubblicazione formale della mozione. Auspico però che rispondano tutti, non soltanto il ministro Giorgetti”.
Il sindaco ha preferito non entrare nel merito delle valutazioni del consiglio di amministrazione di Mps sulle operazioni in corso. “Qui si entra in tecnicismi e competenze finanziarie che non possiedo. Quello che mi interessa è che qualunque offerta o prospettiva non sacrifichi Siena”.
Ma la difesa del territorio, ha sottolineato Fabio, deve andare oltre il richiamo identitario. “Dobbiamo superare un’ottica troppo localistica. La banca è di Siena e deve mantenere il suo legame storico, artistico e culturale con la città, ma soprattutto qualunque fusione non deve portare a una desertificazione creditizia. È questa la cosa che mi preoccupa di più”.
Il sindaco è tornato anche sull’incontro del 24 giugno con la Direzione regionale Toscana e Umbria di Intesa Sanpaolo, richiesto da Ca’ del Sass e svolto a Palazzo Pubblico. Un confronto dal quale, ha ribadito, non sarebbero emersi elementi sostanziali né garanzie concrete su occupazione, funzioni direzionali e radicamento territoriale.
“Non posso definirlo un incontro informale, perché si è svolto in Comune, ma non è stato neppure un incontro istituzionale nel senso pieno del termine”, ha spiegato. Secondo Fabio, Intesa avrebbe cercato di “tastare il terreno” dopo aver percepito la resistenza della città e del territorio all’operazione.
Il sindaco ha poi ricostruito le ragioni per cui, inizialmente, non aveva comunicato l’incontro al Consiglio comunale, alla Regione e alla Provincia. “Non volevo che la notizia condizionasse o distraesse il consiglio dal compito di arrivare a una mozione unitaria. Inoltre avrei avuto troppo poco da riferire, vista la genericità dei contenuti”.
Una scelta che ha suscitato critiche, ma che Fabio ha rivendicato, ricordando come Comune, Provincia e Regione abbiano poi approvato documenti sostanzialmente convergenti. “L’importante è che le tre istituzioni abbiano espresso le stesse esigenze con la stessa forza: tutela dell’occupazione, permanenza delle funzioni direzionali, radicamento territoriale e sostegno all’economia reale”.
Sul fronte delle interlocuzioni, Fabio ha annunciato che tornerà a confrontarsi con il presidente Eugenio Giani e con la presidente della Provincia Agnese Carletti. “Riprenderemo il discorso sul tavolo interistituzionale. Le interlocuzioni con la Provincia sono quotidiane e c’è un totale allineamento”.
Il sindaco ha commentato positivamente anche la lettera della Pastorale sociale della Diocesi, che ha chiesto di non ridurre Siena a periferia di decisioni prese altrove e di non trattare il lavoro come una variabile contabile. “Che tutte le voci della città si esprimano in maniera unanime è una cosa buona. È stato espresso il sentimento del territorio”.
Quanto all’amministratore delegato Luigi Lovaglio, Fabio ha precisato di non avere con lui un confronto formale e continuo. “Abbiamo un rapporto di cordialità e ci siamo scambiati qualche battuta, ma niente che possa diventare una notizia giornalistica”.
Sul Mangia che sarà consegnato all’ad di Rocca Salimbeni il 15 agosto, il sindaco ha evitato di alimentare nuove polemiche: “Ne parlerò con lui. Credo che, avendo accettato con entusiasmo il riconoscimento, si senta moralmente sereno e degno di riceverlo”.
La prossima tappa sarà una nuova seduta straordinaria del consiglio comunale dedicata a Mps, ancora da costruire nei tempi e nei contenuti. “La fase è delicata e dobbiamo muoverci con i piedi di piombo”, ha concluso Fabio. “Continueremo tutte le azioni già avviate, con la forza che deriva dalle mozioni approvate dal Comune, dalla Provincia e dalla Regione”.
Marco Crimi