Diciotto risonanze magnetiche prenotate in un giorno in cui la Clinica Rugani era chiusa, con gli appuntamenti da riprogrammare. Il caso è arrivato in Consiglio comunale insieme al tema delle rette delle Rsa di Asp “Città di Siena”, aumentate dal primo settembre di un euro al giorno.
A ricostruire il primo episodio è stato l’assessore alla sanità Giuseppe Giordano, rispondendo all’interrogazione di Enzo De Risi (FdI). Le prestazioni erano state fissate per l’1 agosto: secondo le informazioni fornite dalla Asl Toscana Sud Est, un’anomalia del software avrebbe consentito di inserire gli appuntamenti nonostante la struttura fosse chiusa. Coinvolti 18 pazienti, 14 in classe D e quattro in B, successivamente ricollocati rispettando le priorità. Sono adesso in corso verifiche sulle cause tecniche e Giordano ha annunciato: “Chiederemo un aggiornamento su questa situazione”.
Rugani Hospital precisa però che “il disservizio non è stato determinato” dalla clinica. La struttura sostiene di aver individuato l’anomalia, di averla segnalata tempestivamente alla Asl e di essersi poi attivata per riprogrammare gli esami. De Risi contesta invece che la responsabilità venga ricondotta al software e chiede chiarimenti sulla gestione dei diversi pazienti.
Sempre sul fronte sanitario e sociale, il Consiglio ha affrontato l’aumento delle rette di Campansi e Caccialupi. Dal primo settembre la quota giornaliera è passata da 55,27 a 56,27 euro. L’incremento dovrebbe garantire ad Asp circa 40mila euro in più tra settembre e dicembre e circa 110mila nel 2027. Giordano ha spiegato che il costo dell’assistenza è stimato in circa 125 euro per ospite al giorno, contro i 115,37 riconosciuti per un posto convenzionato.
Alessandro Masi (Pd) si è detto soddisfatto della completezza della risposta, ma non del quadro emerso, chiedendo al Comune di valutare un sostegno più concreto al Campansi e alle politiche sociali.