Beko, due aziende guardano al sito. Fabiani: “La ferita continua a sanguinare”. I sindacati: “Servono progetti concreti”
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Una ferita ancora aperta e due nomi che potrebbero cominciare a indicare la strada per richiuderla. Sulla reindustrializzazione dell’ex Beko di viale Toselli, Valerio Fabiani, consigliere del presidente della Regione Eugenio Giani per le crisi aziendali, chiede di accelerare. Intanto sul Corriere di Siena, in un’intervista a Gabriele Corradi, di Sviluppo industriale Siena, vengono indicate Tea Group e Galenica Senese come le due realtà che hanno manifestato interesse per il sito. Ma Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil frenano: quelle informazioni, sottolineano, non sono state preventivamente condivise con i sindacati e adesso servono progetti industriali concreti e garanzie per i circa 150 lavoratori ancora coinvolti nella vertenza.
“Noi lavoriamo pancia a terra per la reindustrializzazione di quel sito”, spiega Fabiani. Il consigliere di Giani conferma che nel lavoro portato avanti finora sono stati intercettati “soggetti toscani che hanno dialogato innanzitutto con la Regione”, senza però indicarne i nomi.
A farli emergere è Corradi. Secondo quanto riportato dal Corriere di Siena, Tea Group, azienda con sede a Signa attiva nelle tecnologie elettroniche avanzate, avrebbe manifestato la disponibilità, a determinate condizioni, ad acquisire anche l’intera area dell’ex Beko. Galenica Senese, invece, sarebbe interessata a una parte del sito. Corradi sottolinea però come il percorso sia ancora lungo e, a titolo personale, ritiene preferibile suddividere la grande area tra più realtà produttive.
Fabiani mette soprattutto l’accento sui tempi. “Chi sta chiedendo un’accelerazione ha ragione”, afferma, ricordando gli strumenti straordinari messi in campo sulla vertenza e il coinvolgimento di Invitalia. “Bisogna essere coerenti con quegli sforzi e quindi accelerare, perché quella ferita è una ferita che continua a sanguinare”.
Il percorso verso una nuova vita produttiva dello stabilimento passa anche dalla riqualificazione dell’immobile. Invitalia ha recentemente avviato, per conto di Sviluppo Industriale Siena, la gara per la progettazione della bonifica dell’amianto e il successivo ripristino delle coperture. I lavori da progettare hanno un valore stimato di 5,3 milioni di euro.
Sui nomi delle due aziende, però, arriva immediatamente la presa di posizione dei metalmeccanici. Fim, Fiom e Uilm esprimono “forte preoccupazione” per le dichiarazioni di Corradi e precisano che le informazioni su Tea Group e Galenica Senese “non sono state preventivamente condivise né comunicate formalmente alla parte sindacale”.
Il timore è che anticipazioni di questo tipo possano creare aspettative tra lavoratrici e lavoratori che, al momento, “non trovano ancora riscontro in un piano industriale concreto e condiviso”. Per i sindacati non basta dunque una manifestazione di interesse: occorre conoscere investimenti, attività produttive, tempi e ricadute occupazionali delle eventuali proposte.
La data indicata da Fim, Fiom e Uilm è quella dell’ 1 ottobre, quando è già convocato il tavolo ministeriale. Per le organizzazioni sindacali dovrà essere quella la sede nella quale discutere ufficialmente degli eventuali investitori e verificarne solidità e progetti.
I sindacati chiamano in causa anche il Comune di Siena, al quale chiedono di esercitare pienamente il proprio ruolo di coordinamento istituzionale e di garantire una circolazione trasparente e condivisa delle informazioni.
“Il futuro di Beko Siena non può essere affidato a comunicati stampa o indiscrezioni”, concludono Fim, Fiom e Uilm. “Servono progetti industriali concreti, investimenti, tempi certi e garanzie occupazionali”.