Mps, Pd e Movimento 5 Stelle chiedono trasparenza al Comune sull’incontro con Intesa Sanpaolo

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Trasparenza sugli incontri riservati e piena condivisione delle informazioni con le istituzioni e le forze politiche impegnate nella difesa del Monte dei Paschi. È la richiesta avanzata dal Partito Democratico di Siena e dal Movimento 5 Stelle dopo le indiscrezioni sul confronto avvenuto nelle scorse settimane tra l’amministrazione comunale e rappresentanti di Intesa Sanpaolo.

Il Pd, attraverso l’Unione comunale di Siena, ritiene necessario chiarire chi abbia richiesto l’incontro, con quale titolo, quali finalità avesse e quali risultati abbia prodotto. Il partito ricorda di aver contribuito alla costruzione del fronte istituzionale nato per tutelare i lavoratori, il marchio, le funzioni direzionali e il legame tra Mps e il territorio.

Un percorso che si è tradotto nella mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale il 24 giugno, negli analoghi atti votati dal Consiglio regionale e dal Consiglio provinciale e nelle interrogazioni presentate al Governo dai parlamentari toscani del Pd.

Secondo l’Unione comunale, il Comune avrebbe dovuto informare tempestivamente Regione, Provincia e forze politiche. “Il fronte comune è stato costruito per rafforzare il peso della città nelle scelte che riguardano Mps e può funzionare solo attraverso la condivisione delle informazioni”, afferma il Pd.

Per i democratici non sarebbe sufficiente giustificare la riservatezza con l’assenza di novità emerse dal confronto o con una richiesta avanzata dalla controparte. “Il sostegno assicurato anche dai consiglieri del Partito Democratico all’azione dell’amministrazione non ha mai costituito un mandato in bianco”, sottolinea la nota, che sollecita Palazzo Pubblico ad agire in futuro “nella massima trasparenza e in pieno coordinamento” con tutti i soggetti coinvolti.

Più duro il Movimento 5 Stelle, che parla di incontri con emissari di Intesa Sanpaolo finalizzati, secondo il coordinatore provinciale Alessandro Fanetti, ad “addomesticare il clima” sull’offerta riguardante il Monte dei Paschi. Il Movimento sostiene che a coordinare le interlocuzioni sarebbe una figura senese legata al mondo economico, delle Contrade e dei club service. Si tratta di una ricostruzione politica del M5S, non accompagnata nella nota da elementi documentali.

“È una pratica inaccettabile”, afferma Fanetti. “Siena non ha bisogno di moderatori che spieghino ai cittadini come accettare le decisioni altrui. Ha bisogno di istituzioni che tutelino lavoro, sede e marchio di Mps”.

Il Movimento chiede di sapere chi sia l’interlocutore, con quale mandato operi e quale posizione abbia espresso il Comune. “La senesità si difende a viso aperto, non a porte chiuse”, sostiene Fanetti, ribadendo che sede, governance e lavoratori non possono essere considerati “variabili negoziabili”.

Il M5S torna infine a chiedere l’istituzione del tavolo interistituzionale sul futuro della banca. “I senesi non vanno calmierati. Vanno ascoltati”, conclude Fanetti.