Dai beni confiscati alla mafia ai percorsi di uscita dalla violenza: la Asl Toscana sud est sarà la prima azienda sanitaria italiana a utilizzare immobili sottratti alla criminalità organizzata per realizzare punti di sostegno dedicati alle vittime. È una delle novità illustrate questa mattina a Roma da Vittoria Doretti, responsabile della Rete regionale Codice Rosa e DE&I Manager dell’azienda sanitaria, ascoltata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere.
L’accreditamento sulla Piattaforma unica delle destinazioni dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati consentirà alla Asl di sviluppare i nuovi servizi in collaborazione con Comuni, Procure della Repubblica, Centri antiviolenza e gli altri soggetti della rete territoriale. L’obiettivo è offrire spazi e percorsi di sostegno alle persone che intraprendono un cammino di uscita dalla violenza.
Nel corso dell’audizione Doretti ha portato all’attenzione del Parlamento l’esperienza maturata dalla Asl Toscana sud est a partire dal Codice Rosa, nato nel 2009 come progetto sperimentale nell’allora Asl 9 di Grosseto e diventato negli anni un modello organizzativo e culturale riconosciuto a livello nazionale e internazionale.
La responsabile della rete regionale ha ripercorso l’evoluzione del progetto fino all’adozione, nel 2024, della Strategia Diversity, Equity and Inclusion. Un percorso che punta alla valorizzazione delle differenze individuali, dal genere all’età, dall’etnia all’orientamento sessuale, fino alla disabilità e ai differenti percorsi personali e professionali.
Secondo quanto illustrato in Commissione, l’esperienza del Codice Rosa ha favorito una crescita più ampia dell’azienda sanitaria, rafforzando la collaborazione con istituzioni nazionali e internazionali e promuovendo percorsi formativi dedicati anche a fenomeni emergenti come la violenza economica, la cyberviolenza e i crimini d’odio.
Particolare attenzione è stata riservata alla formazione del management sanitario, indicata come uno degli strumenti fondamentali per produrre un cambiamento culturale nelle organizzazioni. La Asl Toscana sud est ha sviluppato negli anni attività formative sulla leadership, sulla gestione del cambiamento e sull’innovazione, con il supporto della Regione Toscana e del sistema sanitario regionale.
Tra i risultati ricordati durante l’audizione figurano anche l’adozione del primo Gender Equality Plan nel 2023, il conseguimento nel 2024 della certificazione sulla parità di genere e la firma dell’accordo quadro di collaborazione scientifica con l’Università di Siena.
Un percorso che, partito dal Codice Rosa, punta ora a trasformare anche i beni sottratti alla criminalità organizzata in luoghi di protezione, ascolto e ripartenza.