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Politiche abitative, Cgil e Sunia Siena al presidio toscano: “Il Piano Casa non risponde all’emergenza”

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La Cgil di Siena e il Sunia di Siena hanno partecipato oggi a Firenze al presidio unitario toscano davanti alla Prefettura, promosso dal Sunia Toscana insieme agli altri sindacati degli inquilini contro il Piano casa del Governo, approvato dalla Camera e ora atteso al passaggio in Senato.

Alla mobilitazione hanno preso parte rappresentanti di Sunia-Cgil, Sicet-Cisl, Uniat-Uil e Unione Inquilini. Al centro della protesta la richiesta di misure strutturali per affrontare l’emergenza abitativa, a partire dal recupero reale del patrimonio di edilizia residenziale pubblica esistente, dal rifinanziamento del fondo sostegno affitti e del fondo per la morosità incolpevole, da interventi fiscali per favorire la locazione stabile e da una riforma delle locazioni private.

I sindacati chiedono anche una legge quadro sull’edilizia residenziale pubblica, l’utilizzo degli alloggi privati sfitti e un confronto stabile con le associazioni degli inquilini, dei lavoratori e con tutte le parti sociali. Netto il no agli sfratti immediati previsti dal disegno di legge del Governo, in particolare in assenza del rifinanziamento dei fondi di sostegno, mentre il recupero e la costruzione di nuovi alloggi richiederanno anni.

“Il Piano casa del Governo non risponde alle reali esigenze di chi vive in affitto e di chi cerca una casa”, affermano Cgil Siena e Sunia Siena. Secondo le organizzazioni, il provvedimento continua a destinare risorse a fondi e operatori privati, marginalizzando soggetti come gli enti pubblici ex Iacp, il mondo cooperativo, il terzo settore e il privato sociale, ritenuti invece in grado di realizzare e recuperare alloggi sociali a canone sostenibile.

Durante il presidio, i sindacati toscani hanno contestato anche l’assenza di risorse adeguate. “Nel Piano casa non va nulla – ha dichiarato Fabio Seggiani del Sunia – perché non ci sono finanziamenti adeguati rispetto ai bisogni. Il governo non si confronta con le parti sociali e quindi non può sapere quello che succede nel territorio”.

Secondo Seggiani, in Toscana “ci sarebbe un enorme bisogno di alloggi Erp”, mentre nei capoluoghi il costo della casa arriva a erodere una parte molto rilevante dei redditi familiari. Fabio Tognoni del Sicet ha ricordato che nella regione ci sono circa 4.500 alloggi Erp sfitti, pari a circa il 10% del totale, e che il 47% degli affittuari vive in condizione di povertà.

Critiche anche da Uniat e Unione Inquilini. Rodolfo Zanieri ha sottolineato che “senza risorse le riforme non possono funzionare”, mentre Giuseppe Cazzato ha denunciato il rischio che il Piano apra ai privati la gestione del patrimonio pubblico, anche in deroga alle regole urbanistiche dei Comuni.

Dai sindacati è arrivato infine un appello ai sindaci perché si apra una battaglia comune sul diritto alla casa e sulle politiche abitative.