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Protocollo d’intesa fra Comune e Italia Nostra, Magi: “Al momento nessuna interlocuzione, l’associazione su posizioni cristallizzate”

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“Allo stato attuale, facendo seguito agli ultimi incontri e considerate le prese di posizione della sezione di Siena di Italia Nostra, non sono in corso interlocuzioni, né per la conferma, né per la revisione del protocollo. Il colloquio può avvenire ed è costruttivo anche se dialettico, quando si è disposti anche ad ascoltare e non si ritiene di imporre nulla all’altro interlocutore”. Con queste parole l’assessore all’ambiente e alla manutenzione delle aree verdi del Comune di Siena, Barbara Magi, ha risposto all’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, martedì 14 aprile, dalla consigliera Gabriella Piccinni del gruppo Partito Democratico in merito allo stato di attuazione e gestione del protocollo d’intesa tra il Comune di Siena e l’associazione Italia Nostra.

“In un anno dalla firma dell’accordo – ha spiegato l’assessore – ci sono alcuni incontri fra me e l’associazione, nei quali abbiamo discusso di varie opportunità di collaborazione. Avevamo deciso di incontrarci ogni due settimane e così è stato all’inizio. Quando, però, abbiamo dovuto affrontare tematiche concrete che l’amministrazione aveva già progettato sono sorti i primi problemi. A tal proposito, abbiamo avuto un primo incontro in cui Italia Nostra si è presentata in maniera molto critica verso il dirigente comunale; nel mio ruolo istituzionale di assessore, sono stata costretta a interrompere la riunione. Ne è seguita una seconda, alla presenza di ulteriori interlocutori sia del Comune che dell’associazione. Quindi l’attuazione del protocollo si è rivelata non facile già al primo incontro in cui l’amministrazione ha inteso informare il referente di Italia Nostra di attività già programmate. Una terza riunione ha avuto anch’essa un esito non proprio positivo ai fini di corroborare la reciproca collaborazione auspicata. Il confronto può avvenire ed è costruttivo anche se dialettico, quando si è disposti anche ad ascoltare e non si ritiene di imporre nulla all’altro interlocutore”.

“Nel caso di specie – ha proseguito Magi – i competenti uffici dell’amministrazione comunale hanno a suo tempo adempiuto alle prescrizioni di legge e pianificato gli interventi da portare avanti in base alle urgenze, alle disponibilità economiche e anche e soprattutto alla sicurezza. Il monitoraggio e la tutela del verde urbano a Siena sono da anni una priorità, come dimostrato dall’implementazione e dal continuo aggiornamento dei censimenti e delle mappature, non ultima l’attivazione del progetto dei ‘gemelli digitali’. Soggetti terzi, per quanto qualificati, possono fornire un ‘supporto consultivo’, ma questo, per concretizzarsi in una forma di fattiva collaborazione, non può fondarsi sull’espressione di posizioni piuttosto cristallizzate e preventive”.

“Allo stato attuale – ha concluso l’assessore Magi –, facendo seguito agli ultimi incontri e considerate le prese di posizione della sezione di Siena di Italia Nostra, non sono in corso interlocuzioni, né per la conferma, né per la revisione del protocollo”.

La consigliera Gabriella Piccinni del gruppo Partito Democratico ha replicato: “La sua risposta conferma i nostri timori: un protocollo che prevede una collaborazione periodica e concreta non si attua con incontri-scontri. Quello che lei ha disegnato è il fallimento di un protocollo; non ho capito se esistono verbali di queste riunioni, sicuramente mi pare di capire che l’accordo è stato svuotato di significato e su questo sono molto critica perché penso che si stia gestendo il patrimonio Unesco di Siena, da questo punto di vista, senza il confronto promesso. Sul tema della sicurezza vorrei chiarire una cosa: non si tratta di difendere gli alberi malati e pericolosi, ma di verificare se quegli alberi che poi si sono ammalati potevano essere curati, e quindi di mantenere in vita quelli sani e curabili, con un lavoro preventivo. E’ chiaro che se un albero sta cadendo va abbattuto, ma c’è un lavoro da fare per evitare che quell’albero arrivi ad ammalarsi. Cito ad esempio la vicenda dell’albero di San Domenico: il tronco era vuoto all’interno, arrivati a questo punto, e quindi sarebbe stato pericoloso d’ora in avanti; ma si doveva provvedere, con uno strumento apposito, a verificare per tempo se il tronco avesse delle cavità interne, e magari, se l’albero si stava ammalando, tre o quattro anni prima, si sarebbe dovuto cominciare a piantare un altro albero che si trovasse già ad essere grande quando l’abbattimento avrebbe avuto luogo. Questo è il lavoro che in genere va fatto. Prendo atto della vaghezza anche sul futuro del protocollo, non sono in corso interlocuzioni e la scadenza della proroga è vicina, per cui immagino che non verrà rinnovato. Non potenziare questo strumento è un segnale per me grave, e significa che l’amministrazione comunale ha paura o non riesce a gestire questo confronto tecnico, preferendo agire senza occhi indiscreti. Quindi mi dichiaro insoddisfatta della risposta dell’assessora, perché la città anche su questo terreno ha bisogno di certezze e non di protocolli chiusi in un cassetto mentre il paesaggio urbano cambia drasticamente. Sappiamo quale invito ci viene fatto, anche della comunità internazionale, in vista delle sempre più frequenti estati bollenti, per aumentare, invece, la forza del verde nelle nostre città, proprio per contrastare, almeno in parte, gli effetti del cambiamento climatico”.