La giustizia è in affanno: a Siena manca il 40% del personale amministrativo e il 2026 rischia di essere ancora più difficile. È la fotografia che emerge dal Piano delle attività 2026 del Tribunale, un documento che non nasconde le criticità dell’ufficio giudiziario senese, alle prese con carenze di organico, problemi logistici e la sfida di raggiungere gli obiettivi fissati dal Pnrr.
Il dato che colpisce maggiormente riguarda il personale amministrativo: la scopertura è pari al 40% dell’organico previsto. Ancora più pesante la situazione per alcune figure chiave, con oltre il 70% di posti vacanti tra i cancellieri esperti e oltre il 50% tra gli assistenti giudiziari. Una situazione che potrebbe aggravarsi ulteriormente nel corso dell’anno, considerato che diversi dipendenti, molti dei quali assunti nell’ambito del Pnrr, sono risultati idonei in altri concorsi pubblici e potrebbero lasciare il Tribunale nel 2026.
Anche l’organico dei magistrati presenta criticità: la scopertura effettiva è del 18% per i giudici togati e del 30% per quelli onorari. Nel solo 2025 cinque magistrati hanno lasciato Siena, mentre ne sono arrivati quattro e un altro giudice resterà assente almeno fino all’autunno del 2026. “Tale situazione – si legge nel documento – comporta la necessità di continuo adattamento organizzativo, con inevitabile rallentamento del processo decisionale”.
Ma il problema non riguarda soltanto il personale. Il Tribunale denuncia infatti l’insufficienza degli spazi dopo l’accorpamento degli uffici soppressi di Montepulciano e Poggibonsi. Le stanze per magistrati e dipendenti non bastano più, gli archivi sono ormai saturi e gli immobili presentano criticità legate alla vetustà degli impianti di climatizzazione, elettrici e idrico-sanitari, che richiedono frequenti interventi di manutenzione.
Non mancano poi le difficoltà sul fronte tecnologico. Scanner, stampanti e punti rete sono insufficienti e molti applicativi utilizzati dalle cancellerie non possono essere impiegati da remoto. Il Tribunale segnala inoltre l’impossibilità di ottenere nuove caselle Pec, nonostante le reiterate richieste agli uffici ministeriali competenti, circostanza che rappresenta “un grave ostacolo al completamento del processo di digitalizzazione dell’Ufficio”.
Il Piano evidenzia infine la necessità di proseguire nella bonifica degli arretrati e nella risoluzione dei rilievi ispettivi emersi nel 2024. Restano da completare decine di lavorazioni nel settore del recupero crediti, della gestione dei corpi di reato e delle false pendenze, mentre nel penale prosegue l’attività di smaltimento dell’arretrato dell’ufficio Gip-Gup.