Comune di Siena: proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti

Siena

Dopo le assemblee dei lavoratori del Comune di Siena tenutesi dal 5 al 7 dicembre e gli esiti della trattiva decentrata con l’Ente, le rappresentanze sindacali CGIL FP, CISL FP, UIL FPL, DICCAP SULPM e la RSU hanno proclamato lo stato di agitazione del personale.

“Nell’incontro del 10 dicembre scorso – spiegano CGIL FP, CISL FP, UIL FPL, DICCAP SULPM e RSU – abbiamo preso atto, con estrema preoccupazione, che il Comune non è intenzionato a dare risposte definitive sulla costituzione formale della parte di risorse variabili del Fondo per il Trattamento Economico accessorio dell’anno 2012”.

“Questo incomprensibile atteggiamento – sottolineano i sindacati – rischia di penalizzare economicamente i dipendenti, anche perchè si fa riferimento ad un salario accessorio che deve compensare tutti quegli istituti incardinati su prestazioni già effettivamente svolte da inizio anno 2012”.

“Pur nella situazione di chiara difficoltà di bilancio in cui si trova l’Amministrazione – continuano le rappresentanze sindacali – i lavoratori non meritano certo questo trattamento, anche perché hanno sempre dimostrato alto senso di responsabilità e di disponibilità”.

“Inoltre – aggiungono CGIL FP, CISL FP, UIL FPL, DICCAP SULPM e RSU – abbiamo rilevato altrettanta indisponibilità da parte del Comune alle richieste di iniziare un percorso di definizione costitutoria del Fondo del 2103 comprensivo di un percorso di attenta ed oculata determinazione delle attività e del livello organizzativo dei servizi con particolare attenzione alle prestazioni richieste ai lavoratori e alle lavoratrici”.

Le rappresentanze sindacali hanno quindi richiesto formalmente, come previsto dalla normativa, l’attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione al Prefetto di Siena. Qualora la procedure obbligatoria di conciliazione e di raffreddamento del conflitto non risultasse proficua, verranno proclamate tutte le forme di protesta giudicate necessarie dalle organizzazioni sindacali e dai lavoratori.