Colpo accidentale dall’arma del vigile, per il corpo nuovi corsi di formazione sulle pistole

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Nuove sedute operative coordinate da sei agenti che hanno frequentato uno specifico corso tecnico di approfondimento su montaggio, smontaggio e pulizia dell’arma in dotazione per la polizia municipale.

Sono questi i progetti del Comune di Siena a seguito dell’interrogazione dei consiglieri del Partito Democratico sul colpo di pistola accidentale partito all’interno del comando. A spiegarli è l’assessore alla polizia locale, Fiamma Cardini

“Sono a fornire un quadro – ha detto Cardini -circa i profili di responsabilità, le modalità di addestramento e formazione, i dispositivi di sicurezza, la gestione delle armi, e le iniziative adottate o in corso di adozione da parte dell’amministrazione. L’uso, la dotazione e la custodia delle armi sono oggetto di specifiche disposizioni interne e di formazione obbligatoria che stabiliscono che il servizio armato è obbligatorio per tutti gli agenti di pubblica sicurezza; le modalità di porto prevedono che l’arma sia portata senza colpo in canna e senza sicura”.

“Il personale – ha spiegato – frequenta un corso di formazione iniziale, che si conclude con una valutazione formale. L’aggiornamento e riqualificazione professionale sono obbligatori e prevedono la partecipazione alle sessioni di tiro, alle giornate di studio e agli addestramenti tecnici, inclusi quelli relativi all’uso delle armi”.

“Formazione, addestramento periodico, controllo interno e responsabilità individuale – continua Cardini – costituiscono presidi di sicurezza irrinunciabile, attuati secondo i più elevati standard operativi e normativi. Episodi incidentali, seppur gravi, devono essere affrontati con serietà e rigore, senza che da essi derivino giudizi sommari e generalizzazioni ideologiche sulla funzione e sulla professionalità dell’intero corpo di polizia locale”.

“E’ intenzione dell’amministrazione – ha concluso Cardini – aumentare il numero delle sedute di tiro al poligono, attualmente fissato in tre annuali. In conclusione la formazione, l’addestramento periodico, il controllo interno e la responsabilità individuale costituiscono presidio di sicurezza irrinunciabile, attuato secondo i più elevati standard operativi e normativi. Episodi incidentali, seppur gravi, devono essere affrontati con serietà e rigore, senza che da essi derivino giudizi sommari e generalizzazioni ideologiche sulla funzione e sulla professionalità dell’intero Corpo di Polizia Locale, che, svolge compiti ben più ampi e complessi della sola attività amministrativa, agendo anche come polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza a servizio della collettività”.

Il consigliere Alessandro Masi del gruppo Partito Democratico, che ha illustrato l’interrogazione, ha replicato: “Il senso di questa interrogazione è il profondo il rispetto istituzionale e civico nei confronti del corpo di polizia municipale. Mi ritengo quindi parzialmente soddisfatto dalla complessa risposta dell’assessore. Tuttavia, all’interno del principio di cautela del Comune nell’investimento sull’aggiornamento professionale degli agenti, la Giunta ha riconosciuto che si è dimostrata necessaria una nuova serie di aggiornamenti e formazione specifica per l’amministrazione dell’arma ed il suo uso anche in movimento. Erano quindi fondate le nostre preoccupazioni già espresse con l’interrogazione dell’anno scorso, dove si contestavano tempi ristretti di formazione degli agenti all’uso delle armi, dato che per le altre forze armate si registrava invece la consegna ed il porto delle armi dopo circa un anno di attività formative. L’auspicio dunque è che si dia subito corso a questa attività di aggiornamento e di preparazione continua degli agenti per la loro sicurezza e che, soprattutto, si attuino in parallelo percorsi di valorizzazione professionale che la nostra Polizia Municipale merita, dato che rappresenta quotidianamente l’immagine ed il primo riferimento di vicinanza del Comune tra i cittadini ed i visitatori”.