Un manoscritto medievale considerato perduto da cinquant’anni e una scoperta che oggi porta anche la firma di una ricercatrice formata all’Università di Siena. È quella realizzata da Elisabetta Magnanti, oggi al Trinity College Dublin, che alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ha ritrovato una delle più antiche versioni esistenti dell’“Inno di Caedmon”, considerato il più antico testo della letteratura inglese.
Il manoscritto, datato tra l’800 e l’830 dopo Cristo e proveniente dall’abbazia di Nonantola, contiene infatti una rarissima versione in antico inglese del poema, inserita direttamente nel testo latino della “Historia ecclesiastica” del Venerabile Beda.
Ed è proprio questo il dettaglio che rende la scoperta eccezionale. Fino a oggi, le copie più antiche conosciute riportavano il testo inglese soltanto ai margini o tradotto in latino. Secondo gli studiosi, invece, questa versione dimostra quanto la poesia in antico inglese fosse già considerata importante nel Medioevo.
“Quando il manoscritto è stato digitalizzato per noi siamo rimasti entusiasti nel vedere che conteneva la versione in antico inglese dell’Inno di Caedmon inserita direttamente nel testo latino”, ha spiegato Magnanti.
La ricercatrice si era formata proprio all’Università degli Studi di Siena, studiando nel campus di Arezzo e frequentando il Master in Informatica del Testo dell’ateneo senese.
“Il traguardo scientifico raggiunto da Elisabetta Magnanti è un vanto per l’Ateneo senese ed è l’emblema di un percorso formativo d’eccellenza, capace di unire discipline umanistiche e nuove metodologie”, commentano dall’Ateneo.
La scoperta, pubblicata dalla Cambridge University Press, potrebbe ora riscrivere una parte importante della storia della lingua inglese medievale.