Dal bisogno di pagare bollette e affitti fino alle spese sanitarie e ai problemi di liquidità quotidiana. In Toscana cresce il numero di famiglie che si rivolgono al Microcredito di Solidarietà per ottenere piccoli prestiti destinati ad affrontare situazioni di fragilità economica e sociale.
L’assemblea dei soci di Microcredito di Solidarietà ha approvato il bilancio 2025 e, per la prima volta dopo la trasformazione in Impresa Sociale avvenuta nel settembre scorso, anche il Bilancio Sociale della società, partecipata al 40% da Banca Monte dei Paschi di Siena.
La realtà continua a operare nelle province di Siena, Grosseto, Arezzo e Massa Carrara sostenendo soprattutto persone e famiglie considerate “difficilmente bancabili”, cioè con difficoltà ad accedere ai normali canali del credito.
Nel 2025 sono stati erogati 159 prestiti per un totale di 626.500 euro, con un incremento del 6,4% rispetto all’anno precedente. La quasi totalità delle erogazioni ha riguardato il cosiddetto microcredito sociale: piccoli finanziamenti destinati a bisogni primari e situazioni di emergenza.
Tra le motivazioni più frequenti delle richieste figurano problemi di liquidità, spese legate all’istruzione e alla formazione, ristrutturazione dei debiti, acquisti urgenti, esigenze abitative, motivi di salute e acquisto di mezzi di trasporto.
Secondo i dati diffusi dalla società, oltre il 54% delle richieste arriva dalla fascia d’età compresa tra i 31 e i 55 anni. Restano prevalenti le domande presentate da uomini e da cittadini stranieri.
“L’attività della Società prosegue il suo impegno operando nel territorio di riferimento attraverso la collaborazione con gli enti convenzionati con i tradizionali strumenti, che si sono confermati utili per fronteggiare situazioni di difficoltà economica o sociale di famiglie e persone fisiche”, ha dichiarato il presidente Giorgio Pernici, ricordando che dal 2006 a oggi sono stati concessi 3.523 prestiti per quasi 12 milioni di euro complessivi.
Il 2025 segna anche un passaggio simbolico importante: la trasformazione ufficiale in “Impresa Sociale”, scelta che rafforza l’assenza di finalità di lucro e il ruolo di sostegno alle comunità locali.