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Nella Tartuca la riapertura dell’Oratorio di Sant’Antonio da Padova dopo i lavori di restauro della volta e della cupola

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La Tartuca ritrova uno dei suoi luoghi più cari. Dopo mesi di lavori, l’Oratorio di Sant’Antonio da Padova alle Murella è stato riaperto con la presentazione del consolidamento della cupola e del restauro degli affreschi della volta.

La presentazione si è svolta nell’ambito dei festeggiamenti in onore di Sant’Antonio da Padova. Un momento particolarmente sentito per la Contrada, che torna a vivere pienamente uno spazio centrale per la propria identità religiosa, culturale e sociale.

“Più che inaugurazione, parliamo di riapertura. Finalmente ci siamo riappropriati del nostro oratorio”, ha spiegato il priore della Tartuca, Simone Ciotti. “I lavori sono iniziati nell’ottobre scorso e hanno riguardato soprattutto il tetto e la cupola, che non versavano in condizioni ottimali. Poi è stato eseguito il restauro della volta della chiesa, con il ritorno dei colori originali degli affreschi realizzati nel 1818 dal Doveri”.

L’Oratorio, costruito tra il 1682 e il 1685 per volontà dei tartuchini, rappresenta uno dei più significativi esempi di architettura barocca senese. Da oltre tre secoli è un punto di riferimento religioso, culturale e sociale per la Contrada ed è parte integrante del percorso museale visitato ogni anno da migliaia di persone.

L’intervento è stato coordinato dall’architetto tartuchino Andrea Milani, con la collaborazione dell’architetto Michele Razzi. Il progetto di consolidamento statico e ripristino dei manufatti è stato affidato all’ingegnere Edoardo Fontani, mentre il coordinamento della sicurezza e della logistica di cantiere è stato seguito dalla geometra Simona Ganghini, vicario della Contrada. Il restauro delle superfici pittoriche è stato realizzato da Elena Batazzi e Francesco Paci.

I lavori sono stati resi possibili grazie alla generosità dei tartuchini, al contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena nell’ambito del bando Let’s Art 2024 e di Banca Monte dei Paschi di Siena, con l’autorizzazione e la collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo.

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Nel corso del cantiere sono state svolte anche attività di indagine archeologica e studio sui frammenti di intonaco dipinto rinvenuti durante i lavori, grazie al contributo di Luca Passalacqua dell’Università di Siena e del tartuchino Simone Stanisci. Ricerche che hanno fornito nuove informazioni sulla storia dell’edificio.

La riapertura dell’oratorio arriva alla vigilia di uno dei momenti più importanti della vita di Contrada. “Negli ultimi tre anni abbiamo usufruito della chiesa di Sant’Agostino perché il nostro oratorio non era agibile”, ha ricordato Ciotti. “Domani battezzeremo 28 bambini, il più grande ha 12 anni: per noi è una grandissima soddisfazione”.

I festeggiamenti proseguiranno con l’ingresso dei dodicenni in Contrada, la consegna di due borse di studio intitolate a Mario Pianigiani e la festa titolare con il giro in città. Da lunedì prenderà il via anche la settimana gastronomica agli Orti del Tolomei.

Tra gli appuntamenti segnalati dal priore anche quello di venerdì 19 giugno, con la presentazione in Contrada di due opere di Eugenia Vanni, autrice del drappellone del Palio del luglio 2009 vinto dalla Tartuca, che saranno acquisite dal museo della Contrada.