Siena, redditi in crescita del 16,4% ma non basta a battere l’inflazione

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A Siena gli stipendi salgono, ma il carrello della spesa corre più veloce. Tra il 2020 e il 2025 il reddito medio da lavoro dipendente in provincia è cresciuto del 16,4%, un aumento significativo ma comunque inferiore all’inflazione cumulata del periodo, pari al 18%. È questo uno degli elementi che emergono dalla nuova ricerca di Acli e Iref sui redditi da lavoro dipendente in Toscana.

Nel 2025 il reddito medio dei lavoratori dipendenti senesi ha raggiunto 30.358 euro, dato che colloca Siena al quinto posto in Toscana. Davanti ci sono Firenze, con 32.580 euro, Livorno con 32.320, Prato con 31.184 e Lucca con 31.022 euro. In fondo alla graduatoria Grosseto, con 25.455 euro, preceduta da Massa-Carrara.

Il dato senese, però, va letto insieme a quello del potere d’acquisto. In cinque anni i redditi sono cresciuti, ma non abbastanza da recuperare interamente l’aumento dei prezzi. E Siena si inserisce così in una Toscana che viaggia a più velocità.

La crescita più forte si registra a Firenze, con un +22,2% rispetto al 2020. Seguono Arezzo con +19,8%, Massa-Carrara con +19%, Pisa con +18,9% e Lucca con +18,2%. Siena, con il suo +16,4%, resta quindi nella parte bassa della graduatoria regionale per ritmo di crescita, davanti soltanto a Pistoia e Grosseto.

Il quadro generale conferma una difficoltà che riguarda gran parte dei lavoratori toscani. Solo il 49,9% ha visto il proprio reddito aumentare più dell’inflazione tra il 2020 e il 2025. Il 34% ha registrato una crescita inferiore all’aumento dei prezzi, mentre il 16,1% ha addirittura subito una diminuzione nominale.

“In Toscana quasi un lavoratore su due non ha visto il proprio reddito crescere più dell’inflazione negli ultimi sei anni”, sottolinea Elena Pampana, presidente di Acli Toscana. Il nodo, quindi, non è soltanto quanto aumenta lo stipendio sulla carta, ma quanto di quell’aumento resta davvero nelle tasche dopo il rincaro del costo della vita.