Mps, Kepler gela Lovaglio: “L’offerta di Intesa avrà la meglio”

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Mps mette sul tavolo i numeri del suo futuro, ma dal mercato arrivano subito i primi dubbi. A poche ore dal comunicato con cui il Monte ha dettagliato costi e benefici delle offerte su Banco Bpm e Banca Generali, e il giorno dopo l’intervista di Luigi Lovaglio a Repubblica, due analisi accendono i riflettori sui punti più delicati del progetto. Kepler arriva a una conclusione netta: “Riteniamo che l’offerta di Intesa Sanpaolo avrà la meglio”.

Gli analisti mantengono sul titolo Mps il rating “Hold”, cioè un’indicazione di mantenimento, con un prezzo obiettivo di 12,2 euro. La loro valutazione arriva dopo le parole con cui Lovaglio ha difeso il progetto alternativo all’offerta di Intesa, puntando a mantenere integro il Monte e a costruire attorno alla banca senese un nuovo gruppo attraverso Banco Bpm e Banca Generali.

Sul fronte Banco Bpm, Kepler sottolinea inoltre che l’offerta di Mps non prevede un premio, una scelta ritenuta coerente con l’ipotesi di una fusione tra pari avanzata dallo stesso Banco Bpm e costruita sui valori di mercato. Gli analisti guardano anche alla posizione di Crédit Agricole, che potrebbe essere interessata a partecipare a un gruppo di maggior valore e a sviluppare eventuali partnership industriali.

Nel caso in cui andasse invece a buon fine l’offerta su Banca Generali, secondo Kepler si creerebbe anche un sistema di partecipazioni incrociate: Generali arriverebbe a detenere circa il 6% di Mps, mentre il Monte manterrebbe una quota del 9% nella compagnia assicurativa.

A sollevare ulteriori interrogativi è Equita, che nella partita ha però un ruolo preciso: è consulente finanziario di Intesa Sanpaolo. Secondo la società, il comunicato diffuso dal Monte non porta “nuovi elementi risolutivi sui principali rischi industriali, regolamentari ed esecutivi dell’operazione”.

Nel mirino restano soprattutto due questioni: la gestione delle partecipazioni incrociate tra Mps e Assicurazioni Generali e il futuro delle principali attività del gruppo combinato, dalla bancassicurazione alla gestione del risparmio fino al credito al consumo.

Equita concentra poi l’attenzione sui risparmi annunciati da Mps nell’operazione Banco Bpm. Il Monte ha precisato di non prevedere, allo stato attuale, chiusure di filiali legate all’aggregazione, salvo eventuali interventi richiesti dall’Antitrust. Ma proprio questa indicazione porta Equita a chiedersi come verrà concretamente realizzata una parte significativa delle riduzioni di costo previste, in assenza di maggiori dettagli sulle misure operative.