Suvignano, Fratelli d’Italia: “Non diventi un resort, la Regione tuteli la funzione sociale”

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Fratelli d’Italia Siena raccoglie l’allarme lanciato dall’associazione antimafia Sentinelle di Nonno Nino – pubblicata sul nostro giornale – sul futuro di Suvignano e chiede alla Regione Toscana di chiarire quale modello di gestione intenda adottare per il bene confiscato alla mafia.

Il coordinamento provinciale interviene dopo la denuncia dell’associazione, secondo la quale le nuove condizioni previste per l’utilizzo dell’ostello e degli spazi della tenuta rischierebbero di rendere troppo onerosa l’organizzazione dei campus della legalità e delle attività rivolte a giovani e persone fragili.

“Proprio all’indomani dell’anniversario della strage di via D’Amelio – afferma Fratelli d’Italia – arriva una denuncia che non può essere ignorata. La Regione starebbe privilegiando una gestione orientata al turismo e al profitto, a discapito dei progetti di riutilizzo sociale per i quali Suvignano rappresenta da anni un punto di riferimento”.

Il partito richiama in particolare le tariffe “a pacchetto” indicate dall’associazione, pari a diverse migliaia di euro per ciascun campus, alle quali si aggiungerebbero i costi per l’utilizzo della cucina.

“Condizioni di questo tipo – sostiene il coordinamento – rischiano di rendere di fatto inaccessibile la struttura a molte associazioni, gruppi giovanili e realtà impegnate nei percorsi educativi e nella promozione della legalità”.

Per Fratelli d’Italia, la natura del bene confiscato impone una particolare attenzione alla sua funzione pubblica e sociale.

“Se una struttura sottratta alla criminalità organizzata diventa accessibile soltanto a chi può sostenere costi elevati, viene meno il principio che dovrebbe guidarne il riutilizzo”, si legge nella nota.

Il coordinamento provinciale condivide quindi la richiesta avanzata dalle Sentinelle di Nonno Nino affinché la Regione abbandoni una logica esclusivamente commerciale e costruisca, insieme alle realtà che operano sul territorio, un modello capace di coniugare sostenibilità economica, educazione alla legalità e inclusione sociale.

“Suvignano non è una qualunque azienda agrituristica – conclude Fratelli d’Italia – ma il simbolo dello Stato che non si arrende alla criminalità organizzata e di quanti hanno combattuto la mafia, talvolta pagando con la vita il proprio coraggio. La legalità non può essere richiamata soltanto a parole e poi sacrificata quando entra in conflitto con la possibilità di fare cassa”.