“Trenta giorni invece di tre”: SiSolidal denuncia lo stop agli appuntamenti per le richieste di asilo

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Oltre trenta giorni di attesa invece dei tre previsti dalla legge per formalizzare una domanda di protezione internazionale. È la denuncia lanciata dalla rete SiSolidal, che punta il dito contro la Questura di Siena accusandola di non rilasciare appuntamenti per le richieste di asilo dallo scorso 15 giugno e chiede l’immediato ripristino della calendarizzazione nei termini previsti dalla normativa. Una situazione che, secondo l’associazione, contribuisce anche all’emergenza delle persone costrette a dormire all’aperto in città.

La rete ricorda come il decreto legislativo 25 del 2008 preveda che le Questure verbalizzino la domanda di protezione internazionale entro tre giorni dalla manifestazione di volontà del richiedente, termine prorogabile di altri dieci giorni soltanto in presenza di arrivi eccezionali.

“A Siena, dal 15 giugno, di giorni ne sono passati oltre trenta: l’Ufficio Immigrazione non rilascia appuntamenti per formalizzare le domande e nessuna motivazione è stata fornita”, denuncia SiSolidal nel proprio comunicato.

Secondo la rete, le conseguenze sarebbero evidenti anche sul territorio. “Senza formalizzazione non si entra nei centri di accoglienza e così le stesse persone che la Questura non riceve vengono sgomberate, notte dopo notte, dai parcheggi ai parchi, ad altri parcheggi e ad altri parchi”.

L’associazione sottolinea inoltre il legame tra il mancato rilascio degli appuntamenti e la presenza dei richiedenti asilo costretti a dormire all’aperto. “Negare a una persona l’appuntamento da cui dipende il suo diritto all’accoglienza e poi trattarla come un problema di decoro perché dorme all’aperto sono decisioni che non spettano a noi cittadini, ma che sulla nostra città ricadono ed è qui che chiedono di essere gestite”.

SiSolidal evidenzia poi come la situazione non sarebbe riconducibile a un aumento eccezionale degli arrivi in Italia. Secondo i dati riportati nel comunicato, dall’inizio dell’anno sarebbero giunti nel Paese circa 14.500 migranti, meno della metà rispetto allo stesso periodo del 2025.

La rete ricorda inoltre di aver già denunciato nell’aprile dello scorso anno la situazione di decine di richiedenti asilo costretti a dormire per mesi nelle sedi di partiti e associazioni, mentre per la formalizzazione della domanda sarebbe stata richiesta una lettera di ospitalità che chi vive per strada non avrebbe potuto produrre.

“Parliamo di diritti, non di concessioni. Di leggi, non di carità”, dichiara oggi SiSolidal. “Dopo vari tentativi di comunicare in maniera diretta con la Questura, rimasti senza risposta, la rete si trova ora costretta a un appello pubblico”.

L’associazione conclude chiedendo alla Questura di Siena di “rendere noti i motivi ostativi agli appuntamenti e di ripristinare subito la calendarizzazione nei termini di legge”.