Che il vino stia attraversando una fase non facile, lo dimostrano anche i dati rilasciati di recente dal Ministero dell’Agricoltura della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) ad inizio ottobre, con il Report Cantina Italia.
Secondo i dati, in Italia restano invenduti 41 milioni di ettolitri di vino con una crescita del 14,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le cosiddette giacenze di vino (cioè il vino invenduto) sono cresciute di 5 milioni di ettolitri (passando da quasi 36 milioni a 41 milioni). Una situazione che può generare grossi squilibri di mercato: infatti a fronte di un’offerta superiore alla domanda, le cantine per fronteggiare i costi di gestione e di stoccaggio della materia, possono trovarsi a svendere i propri prodotti, con conseguente perdita dei margini di guadagno.
Ad essere maggiormente colpite sono le regioni del Nord e del Centro Nord. Al primo posto si colloca il Veneto con oltre 10,2 milioni di ettolitri, la Toscana invece si piazza al secondo posto con la metà degli ettolitri: circa 5,1 milioni. Seguono poi Emilia-Romagna (3.914.062), Puglia (3.913.879), Piemonte (3.731.848) etc. ultima la Valle d’Aosta con soli 26.797 ettolitri. Ad essere maggiormente colpite sono le DOP ossia le Denominazioni di Origine DOCG e DOC. Siena si colloca tra le prime 10 province con le maggiori riserve di vino invenduto: al primo posto troviamo Treviso, patria del Prosecco, con 4.603.697 ettolitri che rappresentano circa l’11.2% delle scorte nazionali seguita da Verona, Cuneo e poi Siena al 4 posto con 2.006.479 ettolitri (circa il 4,9% delle scorte nazionali) mentre Firenze, con 1.446.390 ettolitri (circa il 3,5% delle scorte nazionali), si colloca al 7 posto delle province con maggiori scorte di vino.
Sempre più spesso i Consorzi intervengono per fronteggiare queste difficoltà e proteggere il prestigio delle denominazioni, con la riduzione delle rese (cioè la quantità di vino che si può produrre da un quintale di uva). Resterà da vedere come procederà l’andamento dei mercati e delle vendite, soprattutto all’estero.
Stefania Tacconi