“Chiederemo, come istituzioni, di essere auditi in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo al Senato per rappresentare le istanze del territorio”. È la proposta lanciata dalla presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti durante il Consiglio comunale monotematico dedicato al futuro di Mps. La richiesta, ha spiegato, sarà avanzata “nelle prossime settimane”, mentre da domani proseguirà il confronto con tutti i parlamentari toscani.
Carletti ha ribadito i paletti delle istituzioni: “L’identità, il valore direzionale e la testa operativa della banca devono rimanere qui”. E ancora: “Rifiuteremo con la massima fermezza qualsiasi tentazione di smembramento, di ‘spezzatino’ asset per asset, o di riduzione della sede di Siena a una mera facciata priva di reali poteri decisionali”.
Sul peso economico della banca è intervenuta il sindaco Nicoletta Fabio. “La Camera di Commercio, proprio nelle scorse ore, ha avviato la predisposizione di un dossier di valutazione, calcolando un impatto sul Pil provinciale pari al 10 percento di valore aggiunto in caso di perdita direzionale della banca”, ha affermato.
Per Fabio, “il risanamento non può diventare la premessa dello smembramento”. “A noi interessa cosa resterà del Monte dei Paschi al termine di questo processo”, ha aggiunto, spiegando che per Siena l’integrità della banca significa mantenere insieme “il marchio, la rete, le professionalità, le funzioni direzionali, la capacità decisionale, il rapporto con famiglie e imprese, il patrimonio culturale, il legame con Siena e con i territori”.
La sindaca ha ricordato anche l’incontro del 25 agosto con il ministro Giancarlo Giorgetti insieme a Carletti e al presidente della Toscana Eugenio Giani. “Abbiamo ricevuto rassicurazioni sul fatto che, certamente in questa fase, la partecipazione pubblica residua del Ministero non verrà ceduta”, ha detto Fabio.
Sullo stesso punto Carletti ha ricordato che “lo Stato per ora non venderà sul mercato” e che al Governo è stato chiesto di valutare, se necessario, l’esercizio dei poteri speciali per tutelare “gli asset strategici, la rete, il marchio, l’occupazione e l’autonomia del gruppo”.
“Siena non chiede privilegi, non chiede di fermare il mercato”, ha concluso Fabio. L’obiettivo è che Mps “resti integra, forte, autonoma, competitiva”, mantenendo il legame con Siena e svolgendo un ruolo da protagonista nel sistema bancario italiano.
Fabio ha riservato anche una stoccata alle dichiarazioni che si sono susseguite nelle ultime settimane sul futuro della banca. “Interviste dell’ultimo momento, correttivi in corsa in base a questo o a quell’articolo di finanza internazionale, precisazioni, pareri di esperti e società di advisor, è successo di tutto e di tutto ancora accadrà”, ha detto. “Non mi presto ai commenti minuto per minuto di questa o di quell’uscita”. Poi l’affondo: “So riconoscere le interviste dell’ultimo minuto per correggere errori di impostazione”.
Marco Crimi