Debiti e famiglie in crisi: cresce l’emergenza economica nascosta, i numeri della Fondazione Antiusura
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Più richieste di aiuto, più famiglie in difficoltà, ma sempre meno credito concesso dalle banche. È il paradosso raccontato dalla Fondazione Toscana per la Prevenzione dell’Usura, che da Siena lancia un nuovo allarme sul crescente disagio economico e sul rischio di esclusione finanziaria che colpisce sempre più persone anche in Toscana.
I numeri del 2025, presentati dalla Fondazione che ha sede legale a Siena presso la Misericordia, fotografano un’attività intensa: 452 colloqui effettuati, 221 consulenze realizzate, 73 pratiche di finanziamento inoltrate alle banche e 44 finanziamenti effettivamente erogati, per un totale superiore ai 3 milioni di euro.
Un lavoro quotidiano che punta a sostenere famiglie e cittadini in difficoltà economica, prevenendo situazioni di usura, sovraindebitamento ed esclusione bancaria. Ma è proprio il rapporto con il sistema del credito a rappresentare oggi il nodo più delicato.
Nel comunicato diffuso dalla Fondazione si sottolinea infatti come i dati del 2025 mostrino “un unico aspetto problematico”: le crescenti difficoltà nel rapporto con le banche, “sempre meno aperte al credito nonostante il nostro ruolo di facilitatori”.
Secondo la Fondazione, il calo più evidente riguarda proprio i “finanziamenti erogati”, cioè le pratiche che arrivano concretamente alla concessione del prestito. Una situazione che viene letta come il segnale di un sistema bancario diventato più rigido, anche nei confronti di persone accompagnate da percorsi di tutela e assistenza.
Nel quadro generale, però, viene citato positivamente il rapporto con Monte dei Paschi di Siena, definita “storico partner preferenziale” e indicata come una delle realtà ancora più sensibili sul fronte del credito.
Dal momento della sua nascita la Fondazione Toscana per la Prevenzione dell’Usura ha effettuato oltre 29mila colloqui, istruito più di 4.500 pratiche di finanziamento e favorito erogazioni bancarie per circa 130 milioni di euro. La maggior parte riguarda mutui ipotecari destinati al salvataggio dell’abitazione principale, ma anche prestiti chirografari e altre forme tecniche di sostegno economico.
La Fondazione sottolinea inoltre come il fenomeno del disagio economico si stia trasformando. Oggi il problema non riguarda soltanto l’usura in senso stretto, ma un numero crescente di persone schiacciate dal sovraindebitamento, dalla perdita di potere d’acquisto e dalla difficoltà ad accedere al credito.
Per questo è stata avviata anche una ricerca con alcuni ricercatori dell’Università di Siena dedicata proprio all’analisi del sovraindebitamento e dell’esclusione finanziaria. Parallelamente sono in corso interlocuzioni con la Regione Toscana per rafforzare gli strumenti di microcredito di solidarietà e con Camere di commercio e ordini professionali per sviluppare nuove forme di supporto previste dalla normativa sulla crisi d’impresa e insolvenza.