Mps, il Campo Largo senese al Governo: “La battaglia comincia ora. Uscite dal silenzio”

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Il Campo Largo senese chiede al Governo Meloni di uscire dal silenzio sul futuro di Monte dei Paschi, la Uil contesta la proposta del presidente della Fondazione Mps Riccardo Coppini di aderire all’Opas di Intesa Sanpaolo e Siena Sostenibile chiama in causa anche il Comune.

Si moltiplicano dunque le prese di posizione. Al centro delle richieste ci sono garanzie per la direzione generale, i posti di lavoro, l’indotto e il mantenimento del marchio Monte dei Paschi di Siena.

“Il re è nudo. A pochi giorni dall’assemblea decisiva del 29 ottobre, mentre le istituzioni locali hanno fatto fronte comune per difendere MPS e gli interessi del territorio, il Governo Meloni continua a tacere”. È l’attacco contenuto nel comunicato congiunto firmato da Pd Unione comunale di Siena, Sinistra Italiana-Alleanza Verdi e Sinistra Siena, Movimento 5 Stelle provinciale, Avanti-Psi provinciale e Italia Viva area senese-Casa Riformista Siena.

Le cinque forze politiche richiamano anche le parole del deputato Francesco Michelotti durante il Consiglio comunale straordinario del 2 settembre: “Il deputato Michelotti, intervenuto nel Consiglio comunale del 2 settembre, aveva solennemente assicurato che le parole della Presidente Meloni pesavano come pietre. Oggi quelle rassicurazioni mostrano tutta la loro inconsistenza”.

Secondo il Campo Largo, dopo aver rivendicato i risultati delle operazioni che hanno riportato Mps al centro del risiko bancario, il Governo avrebbe smesso di esercitare un ruolo attivo nella vicenda.

“È il momento di uscire dall’ambiguità e pretendere impegni precisi. Difendere MPS non significa preservare una presenza simbolica a Siena, ma tutelare funzioni, lavoro, credito e capacità decisionale”.

Le richieste riguardano la permanenza a Siena di un centro direzionale con funzioni strategiche e operative, comprese quelle commerciali, creditizie e informatiche, la salvaguardia dell’occupazione, la tutela dell’indotto e la continuità dei rapporti con le imprese locali. Il campo largo chiede inoltre garanzie sull’accesso al credito per famiglie e aziende, sul mantenimento delle relazioni con le istituzioni e le categorie economiche e sulla salvaguardia del marchio e dell’identità della banca.

Quanto alla Fondazione Mps, le forze di opposizione auspicano che le decisioni siano assunte nell’interesse di Siena e della provincia.

“Non chiediamo alla politica di stabilire chi debba vincere nel risiko bancario, ma di difendere le ragioni dell’economia reale di fronte alle sole logiche finanziarie, di tutelari i territori, così come previsto dalla Costituzione che ancora una volta il Governo ignora”.

E concludono: “Pensiamo che il Governo e le forze politiche che lo sostengono, a Roma come a Siena, non possano continuare a promettere a parole ciò che dimostrano nei fatti di non voler garantire. È finito il tempo delle dichiarazioni. Ora servono atti e responsabilità”.

Sul presidente della Fondazione Mps interviene invece direttamente la Uil di Siena, attraverso il coordinatore Massimo Martini. Il sindacato contesta l’orientamento annunciato da Coppini, ricordando le dichiarazioni pronunciate durante il Consiglio comunale straordinario, quando il presidente aveva spiegato di aver scelto il silenzio sulla vicenda bancaria.

“Sicuramente se avesse continuato a non parlare, non avrebbe scatenato le rimostranze delle Istituzioni e della Comunità Senese”, sostiene la Uil, criticando la proposta di adesione all’offerta di Intesa Sanpaolo, considerata dal sindacato non utile alla continuità della banca e della sua storia.

Martini ribadisce il sostegno alle posizioni espresse dal Comune e dalla Provincia di Siena e richiama l’appuntamento del 23 ottobre, quando la Deputazione Amministratrice sarà chiamata a esaminare la proposta di Coppini.

Anche Siena Sostenibile interviene sulla vicenda, allargando il confronto alle responsabilità del Governo e dell’amministrazione comunale.

“Monte dei Paschi: il Governo è ‘neutrale’ come dice o fa il tifo per Intesa? E il Comune da che parte sta?”, domanda il movimento, che individua nella permanenza delle funzioni bancarie a Siena il punto decisivo.

“A Siena Sostenibile interessa la risposta a una sola domanda: che cosa resterà del Monte a Siena?”.

Il movimento richiama le posizioni assunte da Delfin e dal gruppo Caltagirone, che secondo la nota hanno annunciato l’adesione all’offerta di Intesa e il voto contrario al piano dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio.

Sulla Fondazione Mps, Siena Sostenibile osserva che l’orientamento espresso da Coppini “non può passare come semplice atto tecnico: trattasi invece di un passaggio politico e civile di primaria importanza”.

“Il peso di Fondazione MPS non si misura, infatti, soltanto nelle azioni possedute, ma nella storia della Banca, nella responsabilità istituzionale e nel legame simbolico con la città”.

Il movimento chiama quindi in causa il Comune, ricordando che l’amministrazione senese designa quattro componenti della Deputazione Generale della Fondazione per il quadriennio 2025-2029: Tommaso Marrocchesi Marzi, Luisa Massari, Alessandro Piccini e Bernarda Maria Antonietta Valente.

“L’autonomia della Fondazione è legittima e va rispettata, ma un ente che ha Siena nel proprio nome non può trattare il futuro dell’Istituto di credito più antico del mondo come una questione riservata ai soli bilanci”.

Siena Sostenibile chiede garanzie sulla permanenza della direzione generale, sulla tutela dell’occupazione qualificata, sulle funzioni strategiche e sui centri decisionali, oltre alla salvaguardia del marchio Monte dei Paschi di Siena.

“La politica deve rispondere, la domanda è: chi ha avuto la possibilità di agire e non l’ha fatto, o ha fatto il contrario di ciò che aveva promesso?”. La conclusione del movimento è un invito a non considerare già chiusa la partita: “A chi può decidere chiediamo: prima le garanzie per Siena, e solo dopo – eventualmente – la firma”.